
Lunedì 27 Febbraio l’Associazione Zanni presenta il libro “I migranti meridionali nel nord Italia – dal dopoguerra ad oggi” di Nicola Candido.
Il libro ricostruisce un’avventura collettiva – per citare la quarta di copertina – che ha trasformato il paese e, più o meno volontariamente, la comunità che lo abita, in un’oscillazione tra inclusione e discriminazione.
Parte essenziale di questa trasformazione è sicuramente l’azione politica di cui questi migranti sono stati parte o, a volte, direttamente promotori.
Descrivendo le diverse fasi dell’emigrazione interna e i contesti che i migranti meridionali trovavano al Nord, non si può evitare di lanciare lo sguardo al mondo di oggi dove le migrazioni sono ancora per milioni di persone un modo di cercare un miglioramento delle proprie condizioni di vita, fuggendo da fame e guerra.
Ma rimanendo alle nostre latitudini, la classifica annuale del Sole 24 ore pone la provincia di Enna al primo posto per iscritti AIRE: per ogni 1000 residenti ci sono circa 450 persone nate qui ma ormai residenti all’estero. Questi numeri ci dicono che, ancora oggi, si fugge più prosaicamente anche dalla disoccupazione, dai bassi salari, dal lavoro nero e dallo sfruttamento.
Questi sono gli elementi che vogliamo mettere alla base della discussione partendo dal libro di Candido.
L’iniziativa si ascrive all’interno del calendario delle attività dell’associazione, tra queste la prossima cinerassegna che avrà inizio giorno 8 Marzo e di cui verrà lanciata la campagna di tesseramento a prezzo ridotto proprio giorno 27 Febbraio.
La presentazione avrà luogo alle ore 18,00 nei locali dell’Urban Center di Enna (ex Convento dei Cappuccini, zona cimitero).
Organizza associazione I Zanni – Patrocinio del Comune di Enna


“In un’Italia, che è tra i paesi più vecchi al mondo, il Mezzogiorno si trova ad affrontare una delle crisi demografiche più profonde e durature tra i paesi del mondo occidentale. Nel corso dei prossimi 50 anni il Sud perderà 5 milioni di residenti e, soprattutto, gran parte delle sue forze generatrici e produttive: -1,2 milioni di giovani e -5,3 milioni di persone in età da lavoro A fronte di un Centro-Nord che, invece, dovrebbe contenere le perdite a 1,5 milioni di residenti. Nel Mezzogiorno, inoltre, sarà decisamente più debole il contributo delle nuove nascite e delle immigrazioni. La conseguenza è il drastico e preoccupante ridimensionamento demografico del Sud, associato all’insostenibile invecchiamento della popolazione, il più alto in Italia e nell’UE.”





